I Centri Commerciali ci fanno perdere posti di lavoro

Centro Commerciale
Centro commerciale con sede nella locride

La GDO peggiora una situazione già drammatica

In Calabria abbiamo il tasso di irregolarità del lavoro più alto d’Italia, il 28,9% (anno 2012), il tasso di disoccupazione giovanile è stato il 58,2% nella provincia di Reggio Calabria nel 2016, decima tra tutte le province d’Italia e il 55,6% in Calabria, nel 2017, conquistando il primato italiano. Fonte Istat

Un bravo amministratore politico dovrebbe fare sempre l’interesse della collettività. Le tante Pubbliche Amministrazioni, succedutesi negli anni, hanno invece, sempre creato false aspettative, creazione di nuovi posti di lavoro, per convincere l’opinione pubblica che aprire centri commerciali fosse un bene per lo sviluppo occupazionale.

Nelle nostre comunità, inoltre, un bravo amministratore oltre a preoccuparsi di creare le condizioni perché si aumentino i livelli occupazionali, dovrebbe mettere in atto delle iniziative che permettano:

  1. di tutelare la qualità del lavoro;
  2. di contrastare il fenomeno dell’emigrazione alla ricerca di lavoro correttamente pagato;
  3. di tutelare le micro imprese e gli artigiani.

Invece assistiamo, sempre più, alla chiusura delle piccole attività a favore delle grandi. Assistiamo alla cementificazione del territorio, disabituando le persone a vivere i nostri borghi a favore della GDO. Assistiamo alle partenze dei nostri familiari alla ricerca di un lavoro che non sia sfruttato e sottopagato.

I centri commerciali creano veramente lavoro? Due studi attendibili elaborati dalla CGIA di Mestre e Confcommercio Veneto, evidenziano il fatto che non è affatto vero che la GDO aumenti i livelli occupazionali, anzi dicono proprio il contrario.

Borgo in Calabria
Borgo in Calabria

Secondo la CGIA di Mestre, infatti, tra il 2001 ed il 2009, ad un aumento di 21.000 addetti nella GDO si sono persi 130.000 posti di lavoro nelle piccole botteghe commerciali. Per ogni occupato nei centri commerciali si sono persi 6 posti di lavoro tra i piccoli negozianti.

In italia, tra il 2001 ed il 2009, mentre la grande distribuzione ha aumentato la superficie di vendita del +64,6%, le piccole attività di commercio al dettaglio sono diminuite dell’11,3%.

Per lo stesso periodo, in Calabria il dato è ancora più sconfortante. La GDO ha aumentato la superficie di vendita del +317,5% facendo chiudere il 12,4% delle piccole attività di commercio al dettaglio.

Parlando in numero di addetti, in Italia, nello stesso periodo, hanno aperto 203 ipermercati con assunzioni +21.075 lavoratori, ed hanno chiuso –51.014 imprese. In Calabria hanno aperto +10 ipermercati assumendo +768 lavoratori, ed hanno chiuso –2.420 imprese.

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A questi dati si aggiunge la problematica che, spesso, i centri commerciali sono gestiti da società straniere a cui poco importa di salvaguardare i posti occupazionali.

Ma la cosa più preoccupante è la qualità del lavoro. In merito abbiamo proposto (vedi proposta) che venga promosso l’uso dell’Asse.Co.da parte delle nostre amministrazioni comunali, in modo da certificare la legalità dei rapporti di lavoro.

Ai dati sopra riportati, vanno aggiunti, sicuramente condizioni di lavoro non accettabili. Orari di lavoro disumani e stipendi da fame appesantiscono una economia già sofferente.

La strada dei Centri Commerciali deve essere abbandonata, creando iniziative a favore dei nostri borghi. Saranno i nostri centri storici e cittadini i centri commerciali, magari anche con la collaborazione delle grandi società che gestiscono i centri commerciali ora ed investendo invece che nella GDO nella rivalutazione dei centri storici.

Fonti: Istat, CGIA Mestre, Confcommercio Veneto
Un ringraziamento per la collaborazione al gruppo consiliare M5S di Cernusco sul Naviglio

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